26 Gennaio 2020 Liberi di Cambiare

Fermiamo l’emigrazione sanitaria

Sostengo con forza il recente appello dei direttori delle tre Cardiochirurgie calabresi affinché si eviti ogni forma di pubblicità tesa a portare pazienti nelle strutture del Nord.

Si tratta di una questione molto seria, che può essere risolta se per ogni paziente operato fuori della Calabria la Regione pagasse un corrispettivo più basso. In politica volere è potere. Inoltre il problema dell’emigrazione sanitaria va affrontato verificando con attenzione per quali interventi chirurgici e terapie la Regione ha sborsato negli ultimi 10 anni circa mezzo miliardo, come già denunciato dal dirigente generale del dipartimento regionale Tutela della salute.

In Calabria abbiamo Cardiochirurgie di elevato livello e con professionisti di altrettanto spessore. Ricordo che il Movimento 5 Stelle ha fatto attivare la Cardiochirurgia di Reggio Calabria e ha fatto realizzare la terapia intensiva dedicata per quella del policlinico universitario di Catanzaro.

Oltretutto ci sono molti altri ottimi reparti, che necessitano però di incrementi di personale, rispetto ai quali il Movimento 5 Stelle ha già presentato specifici atti parlamentari volti a redistribuire il Fondo sanitario secondo il fabbisogno di cure nelle singole regioni. Ciò consentirebbe alla Calabria di ricevere almeno 130 milioni in più all’anno, peraltro consentendole l’uscita dal commissariamento e dal piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale.

Al governo della Regione potenzieremo il dipartimento Tutela della salute per tutti i controlli indispensabili e lanceremo una grande campagna di informazione per utenti e pazienti, in modo che conoscano quanto di buono e sicuro c’è nella sanità calabrese.

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